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23-05-2008
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Lo sciopero della fame dei quattro magistrati che protestano contro la corruzione e in favore della giustizia in Honduras. Questa azione, cominciata dapprima da associazioni di giudici e avvocati “democratici”, in oltre un mese ha assunto le proporzioni di un ampio movimento sociale.


Sciopero della fame per sete di giustizia

Articoli di Sabine Masson - Sociologa
e Manuel Torres Calderón



Traduzione di Arianna Ghetti e revisione di Liliana Piastra - http://www.traduttoriperlapace.org



Le foto di questo servizio sono tratte dal blog di Jordi Menéndez



Maggio 2008

:: Cica ::
CICA - Collettivo Italia Centro America, offre numerose notizie e aggiornamenti sulle nazioni centroamericane, oltre a sostenere importanti progetti di solidarietà con le popolazioni, i movimenti sociali e indigeni locali.

Uno sciopero della fame di quattro magistrati che protestano contro la corruzione e in favore della giustizia. Questa azione, cominciata dapprima da associazioni di giudici e avvocati “democratici”, in un mese ha assunto le proporzioni di un ampio movimento sociale.

Si è venuto a creare un fronte cittadino, che riunisce sia persone indignate per l’impunità del crimine dei colletti bianchi, sia settori organizzati, tra cui organizzazioni indigene e afro-discendenti, organizzazioni femministe, sindacati operai e di insegnanti, associazioni di artisti, organizzazioni contadine. Una ventina di persone del movimento hanno cominciato lo sciopero della fame in segno di solidarietà con i magistrati.

Si stanno svolgendo azioni di supporto in diverse regioni del paese, soprattutto al Nord: scioperi della fame, blocchi stradali della superstrada Panamericana e occupazione della sede del Ministero Pubblico di San Pedro Sula.
A Tocoa, il movimento sta portando avanti da cinque giorni un blocco stradale che ha causato la perdita di centinaia di milioni di dollari alle multinazionali del settore ortofrutticolo.


Una prima vittoria del movimento è stata l’adozione di un decreto da parte del Congresso, che ha introdotto una riforma dell’articolo 25 della Legge riguardante il Pubblico Ministero. Il Procuratore Generale può d’ora in poi essere oggetto di indagine (penale o amministrativa).
Questa spaccatura ha permesso a gruppi della società civile di presentare diverse querele. Tuttavia, affinché si ponga in essere la sospensione del PM, deve costituirsi una commissione di deputati che ordini un’indagine.

Inoltre, come precisa Tirza Flores dell’Associazione dei Giudici Democratici, al suo sedicesimo giorno di sciopero della fame, il movimento non si fermerà con la sospensione del PM. Se tale sospensione verrà realizzata, sarà il primo passo per ottenere un’indagine di tutti i processi bloccati che vedono giudici, deputati, sindaci e ministri implicati in vicende di corruzione.

Il movimento revocherà lo sciopero solo a fronte di un chiaro segnale da parte del Congresso della propria volontà di dialogo, attraverso l’istituzione di una commissione di legali e avvocati indipendenti con facoltà di intervenire in merito alla Procura Generale. Dall’altra parte, sindacati operai e di insegnanti continuano a fare pressioni e annunciano per mercoledì uno sciopero nazionale.

Allo stato attuale, le discussioni sono ferme. Nel corso del conflitto, l’atteggiamento del Congresso è stato, secondo Tirza Flores, “autoritario, dilatorio, sleale e chiuso”.
Ciò si spiega facilmente dal fatto che il movimento sta colpendo gli interessi potentissimi riguardanti l’autorità della Procura Generale e della classe politica: il Procuratore Generale è azionista del quotidiano La Tribuna e il suo studio difende gli interessi del suo proprietario (Carlos Flores Facussé, uno dei membri della più potente oligarchia honduregna), così come quelli delle compagnie minerarie e dell’industria tessile.



Un ulteriore freno al negoziato è la prospettiva della rielezione della Corte Suprema di Giustizia nel gennaio del 2009. Secondo l’ultima riforma costituzionale, la società civile può presentare una lista di 15 avvocati e avvocati candidati. Ovviamente, il timore della classe politica oggi è che si crei un precedente, portando il movimento a reiterare la propria pressione sociale durante l’elezione della Corte.

Nel frattempo, l’“Ampio movimento per la dignità e la giustizia contro la corruzione dell’Honduras” esorta alla disobbedienza civile e viene mantenuto in sessione permanente il suo organo deliberatore di coordinamento nei piani bassi del Congresso Nazionale.
Nel suo “Manifesto Pubblico”, il movimento incita la popolazione a “indignarsi ed esercitare il proprio diritto civico a ribellarsi contro le autorità (...) con una proposta alternativa al bipolarismo storicamente responsabile della situazione di crisi in cui vivono le principali istituzioni honduregne. Tale crisi si manifesta negli elevati livelli di povertà, nella delinquenza comune e dei colletti bianchi, nel crimine organizzato, nella distruzione della natura e delle risorse del paese”.

Chiedere che venga rispettata la giustizia in Honduras è di fatto un atto di ribellione. L’impunità è un elemento strutturale dello Stato, che da molto tempo i movimenti femministi accusano di occultare la violenza femminicida. La corruzione è un altro aspetto strutturale, prodotto di istituzioni oligarchiche, eredi del potere coloniale e alleate del capitale straniero.

Osservatori e osservatrici nonché partecipanti del movimento dichiarano: “Era dal 1954 che non vedevamo niente di simile!”. L’Honduras è stata testimone in quel periodo di uno sciopero della fame di massa (“la comuna hondureña”) del settore operaio della “United Fruit Company”. In seguito, il paese è affondato nel clima di guerre centro-americane.

La Contra ha installato uno dei propri centri operativi in questo paese (la base di Palmerola, a un’ora dalla capitale, è attiva), i movimenti studenteschi e rivoluzionari sono stati sistematicamente repressi, la colonna guerrigliera honduregna è stata massacrata…

Alla fine sono arrivate le varie riforme neoliberali. Ma i movimenti hanno sempre fatto sentire la propria voce. Tutti ricordano la rivolta studentesca del 1988 e più recentemente le peregrinazioni indigene del 1994, che segnano il consolidamento nazionale degli attori politici indigeni e neri. Oggigiorno, attraverso la lotta sociale a favore della giustizia, continuano a rinnovarsi in Honduras la speranza e la dignità.


El triunfo de los fiscales en huelga

di Manuel Torres Calderón



:: Breve Video ::
Video denunciando de la huelga de hambre de fiscales que luchan contra la corrupcion en Honduras

Al menos unos 33 puntos del país estarán tomados como parte del paro cívico en apoyo a los fiscales, convocado por el movimiento social organizado en Honduras este día. De no resolverse el problema, vendría una huelga general en la nación.
Hoy se cumplen 36 días de que se iniciara lo que se conoce dentro y fuera del país como la huelga de los fiscales, quienes ahora junto a todo un pueblo propugnan por un corte radical a la corrupción en que se encuentra el Ministerio Público.
Se han unido a este movimiento varias personas que mantienen huelgas de hambre en el occidente del país, en el Litoral Atlántico y en Tocoa, Colón, aparte de tomas de carreteras que han obstaculizado el paso de vehículos entre ellos los que transportan el banano de la transnacional Standard Fruit Company.

En una conferencia de prensa realizada en los bajos del Congreso Nacional, el movimiento popular agrupado en la Coordinadora Nacional de Resistencia Popular, CNRP, la Confederación Unitaria de Trabajadores de Honduras, CUTH, La Central General de Trabajadores, CGT, la Confederación de Trabajadores de Honduras, CTH y la Federación de Organizaciones de Honduras, FOMH, anunciaron la medida, la cual fue tomada en el marco de un encuentro nacional.
"Desde el siete de abril, los fiscales en huelga de hambre han denunciado y exigido se proceda a desengavetar los expedientes de varios casos de corrupción, adoptando para ello las medidas necesarias que garanticen una aplicación transparente de la justicia y el castigo correspondiente a los corruptos, medidas entre las que destacan la separación del Fiscal General y Fiscal Adjunto y el nombramiento de una Comisión Investigadora, han pasado 30 días y el Congreso Nacional, presidido por Roberto Micheletti Baín, continúa dando largas a la resolución del conflicto", dicen en su comunicado entregado a los periodistas de los diferentes medios de comunicación.

El paro cívico consiste en movilizaciones, paros, asambleas informativas y tomas de carreteras a nivel regional y local.

Las organizaciones también responsabilizaron en su comunicado al gobierno de la república y en particular al presidente del Congreso Nacional, por la seguridad de los huelguistas, así como de todos aquellos y aquellas que están apoyando solidaria y militantemente su lucha.
Israel Salinas de la CUTH, señaló que al menos en 33 puntos estratégicos en el país, el paso estará cortado, "si el Congreso Nacional quiere una descomposición social, pues que ignore las demandas, la actitud de no querer extirpar ese cáncer de la corrupción es lo que tiene detenida la solución al problema, emplazamos al Congreso Nacional para que aplique el Decreto que es aplicable a los actuales fiscal General y Adjunto y proceda a suspenderlos", añadió.
Victor Fernández, presidente de la Asociación de Fiscales y quien junto a sus compañeros lleva más de un mes en huelga de hambre expresó que estas acciones que emprende coordinadamente el movimiento popular en Honduras ratifica de que la corrupción no es solo un tema de los fiscales sino de todo el pueblo.



Advierten a CSJ que no obstaculice la solución del problema
Juan Barahona, del Bloque Popular advirtió a los magistrados de la Corte Suprema de Justicia que no vayan a emitir ningún recurso para detener el adecentamiento de la justicia, e hizo un llamado al pueblo hondureño para que se concentre este martes en los bajos del Congreso Nacional para defender la justicia, ya que este poder del Estado se reúne y debe aprobar un Decreto que conlleve la suspensión de los fiscales General y Adjunto.
El Congreso Nacional deberá aprobar un decreto que contempla puntos consensuados entre los que se enlistan la conformación de una Comisión investigadora de todos los expedientes del Ministerio Público; una Comisión Técnico-jurídico que analizará el estado de cada uno de los expedientes, la misma estará integrada por cuatro fiscales, dos nombrados por el Ministerio Público y los otros dos por los fiscales en huelga de hambre.
El fin de semana anterior las comisiones tanto del Congreso Nacional como de los fiscales en huelga de hambre se reunieron y avanzaron en las pláticas hacia los puntos mencionados.
Sin embargo el Congreso Nacional estaba presionando por la suspensión de la huelga de hambre por los avances realizados, lo cual fue rechazado por los huelguistas de hambre quienes dijeron que los antecedentes que seriedad de este Poder del Estado no garantizaban que iban a cumplir con su palabra al suspender la huelga.


A la huelga general si no hay respuestas
Carlos Amaya, coordinador de la CNRP dijo que el viernes pasado se reunieron las tres centrales obreras y acordaron que de no resolverse el problema vendrá una huelga general.
Daniel Durón de la CGT manifestó que nadie está atentando contra la democracia o el Estado de Derecho, puesto que éstos también le cuestan al movimiento popular hondureño.
A las preguntas de los periodistas de si hay capacidad para una huelga general, Durón dijo que darán una muestra contundente de que si hay esa capacidad y que será un aldabonazo para aquellos grupos que piensan "que no tenemos la capacidad para una huelga general".




PROCLAMA DE LA DIGNIDAD Y LA JUSTICIA


El Después de 38 gloriosos días de esta huelga de hambre como expresión extrema de la lucha de resistencia pacifica y ciudadana, los fiscales en protesta y ciudadanos y ciudadanos que instalamos nuestras carpas en los bajos del Congreso Nacional y quienes nos han acompañado con estoicismo y condiciones adversas en la zona del Aguan, en el Progreso, la Ceiba y San Pedro Sula, en Occidente y en otros lugares del país; a la sociedad hondureña y a la comunidad internacional damos a conocer nuestra siguiente proclama:

1. Que hemos resistido este sacrificio con nuestro orgullo de ser hondureños y hondureñas, hemos sufrido hambre, pero cada día que crecía la necesidad y la urgencia por comer, fue creciendo nuestra solidaridad y nuestro dolor con el pueblo empobrecido sometido por los corruptos y explotadores de nuestro país a vivir hambreando. Hoy nuestra hambre de justicia y nuestra solidaridad con los empobrecidos y toda la gente humillada se ha convertido en una opción permanente de nuestras vidas.
2. Que hemos resistido esta lucha pacifica con una decisión personal y voluntaria y a lo largo de 38 días nos hemos abstenido de ingerir alimentos sólidos por una opción por la justicia y la dignidad de nuestra patria, y quienes nos han acusado de violar nuestro ayuno cargarán en su conciencia, si es que la tienen, esa mentira que en lugar de dañarnos nos sitúan en el camino de la ética y la transparencia y nunca en el camino de la doble moral que caracteriza a una pequeña parte de la sociedad, de los saciados de recursos materiales y de privilegios políticos, económicos y religiosos.
3. Que en estos 38 días de esta lucha en la resistencia pacifica y ciudadana hemos recibido el regalo de la solidaridad de la Honduras ética, la Honduras honesta, la Honduras digna expresada en miles de ciudadanos y ciudadanas que individualmente han hecho suya la lucha que hemos emprendido. En las organizaciones sociales bañadas del calor de la esperanza, las organizaciones populares e indígenas, iglesias evangélicas y católicas, organismos no gubernamentales y de incidencia que sobrepuestos a sus propios intereses y administraciones se han abierto generosamente al llamado de la dignidad y la justicia para toda Honduras.

Esa Honduras digna y patriótica desfiló por nuestras carpas, marchó por las calles, clamó por una patria justa y honesta y nos ha dejado esa reserva fresca de solidaridad y lucha que se constituye en garantía de una patria nueva que se comienza a construir como el mayor regalo para la Honduras del siglo XXI.

4. Que hemos experimentado en carne propia y como nunca lo pudimos imaginar la crueldad, inhumanidad y deshonestidad de la clase política y un sector rancio del empresariado que son vergüenza y una mancha podrida para nuestra patria. Sus cálculos políticos, sus sucios arreglos, el manoseo de las leyes, sus promesas incumplidas, el vano e idolátrico uso del nombre de Dios en sus bocas, sus compromisos con la corrupción, el sometimiento de la institucionalidad y del estado de derecho a sus caprichos y arbitrariedades, la protección a sus intereses, aun a costa de la vida de las personas, nos han abierto los ojos a la necesidad de luchar tenazmente contra esta casta infame que deberá ser erradicada de la faz de la política del estado hondureño.



Esa clase política ha destruido nuestros valores, ha pisoteado nuestras leyes en nombre de la Constitución de la República, ha dicho el nombre de Dios cuando va a decidir en contra del pueblo y se ha aprovechado de la paciencia e ignorancia de la gente humilde para apropiarse del estado hondureño para sus propios intereses y caprichos. Esa clase política antipatriótica y sucia es la que ha construido la corrupción como un modo de hacer política y de chantajear y traficar con las necesidades de todo el pueblo hondureño, luchar contra esa clase política hasta hacerla desaparecer de la faz de la patria, ha sido uno de los máximos convencimientos que hemos heredado en estos 38 días de huelga de hambre.

5. Hemos arrancado dos importantes instrumentos jurídicos a esa clase política infame, el Decreto orientado a la investigación y suspensión del Fiscal General y Adjunto y el Decreto orientado a conformar las comisiones responsables de investigar el descalabro del Ministerio Público y la revisión de los expedientes que vinculan a altos personajes de este país con actos precisos de corrupción pública.

Bien sabemos que esos instrumentos, como todos los instrumentos jurídicos, en manos de esa clase política, serán amañados y manoseados, pero son conquistas de todo el pueblo hondureño, ese pueblo que hoy está en pie de lucha, tendrá que defenderlos. Exigir con alma y corazón su cumplimiento para que nuestro sacrificio, nuestros gritos y movilizaciones no se queden en vano. Todo el pueblo hondureño a defender los instrumentos que hemos arrancado a fuerza de lucha y sacrificio a quienes se han apoderado de nuestro estado hondureño, y se han empecinado inútilmente en robar nuestras esperanzas.

6. Que hoy concluimos esta fase de huelga de hambre, pero la lucha de resistencia pacífica y ciudadana apenas ha iniciado.

Convocamos a nuestro pueblo; el más hermoso, el honesto, el que tiene una sola cara de dignidad, el que se ha levantado a la voz de la justicia y en contra de la corrupción, lo convocamos a proseguir en lucha organizada y con todos los métodos pacíficos, los únicos con plena capacidad de desbaratar y destruir los planes de esta clase política violenta y corrupta.

Convocamos a nuestro pueblo a proseguir la lucha de resistencia desde las trincheras de la calle, la organización popular y comunitaria, desde las iglesias fieles al evangelio de Jesucristo, desde las instituciones públicas y privadas donde trabajamos, desde las aulas y desde el campo.

Convocamos a convertir en trinchera de lucha todos los espacios donde exista dolor de patria y donde exista dignidad y repudio a nuestra perversa clase política. Que proclamamos nuestro repudio a la clase política para siempre y hoy más que nunca solo el pueblo salva al pueblo.

Con esta huelga de hambre estamos dando nuestra ofrenda para que la lucha por la dignidad y en contra de la corrupción sea el rumbo que defina nuestro siglo XXI, desde la resistencia pacifica y ciudadana.

Este sacrificio no puede quedar en vano, porque una sociedad que no valore la lucha con el sacrificio del propio cuerpo y la vida no merece tener dignidad, y nosotros seguiremos ofreciendo lucha y dignidad. Por eso pueblo hondureño a todas las organizaciones, organismos, instituciones, ciudadanos y ciudadanas que nos han acompañado en estos 38 días les convocamos a la gran asamblea de la dignidad y la justicia encabezada por todos los huelguistas que estuvimos en los diversos lugares del país. Esta asamblea la realizaremos el día sábado 24 de este mismo mes de Mayo a las 10:00 de la mañana en estos mismos bajos del Congreso Nacional.

Esta asamblea compañeros y compañeras es para definir la gran estrategia de lucha, para proseguir la causa por la dignidad y contra la corrupción que hemos iniciado con esta huelga de hambre y que no parará hasta que logremos ver una Honduras libre de la clase política y corrupta y de todos aquellos que la amparan y bendicen.

Desde este momento inauguramos la etapa siguiente de la lucha de resistencia pacifica y ciudadana y ahora el pueblo organizado tiene la palabra y asume el proceso de lucha.

Finalmente proclamamos el triunfo en esta batalla y el inicio de la victoria y la guerra contra los enemigos de la patria, los que la entregaron al capital internacional, los que saquearon la empresa pública, los que destruyeron y siguen destruyendo nuestra riqueza ambiental, las que capturaron todas las empresas del Estado, los que impidieron la vigencia de un verdadero Estado de Derecho en Honduras. Esa es la guerra que debemos ganar, ese es el principio de la victoria que nosotros hemos empezado a encarnar y que hoy lo debemos asumir todo el pueblo hondureño.

La lucha por el Ministerio Público; compañeros y compañeras, se ha convertido en la lucha por el sistema de justicia, en la lucha por salvar al pueblo hondureño de las ataduras de la corrupción, de las ataduras de la miseria instaurado por la mayoría de señores, que lamentablemente hemos llevado a ese hemiciclo del Palacio Legislativo. Pero hoy han quedado desenmascarados, por eso es que decimos que esta batalla constituye una victoria para nosotros, pero esa victoria debe convertirse, no en la victoria de una batalla, sino en la victoria de la guerra contra los históricos verdugos del mismo pueblo hondureño.

Así que nosotros les animamos que a partir de hoy, este movimiento se encarna en cada uno de los hondureños y hondureñas honestas, ese es el reto, el desafío y esa es la construcción de la nueva Honduras del siglo XXI, a eso les animamos y a eso estamos animados nosotros hoy mas que nunca.

Reiteramos nuestro profundo agradecimiento y convencimiento para consolidar el éxito de la patria nueva, de la patria de todos los héroes, que hoy consolidamos este esfuerzo. Muchísimas gracias a todos y todas.




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