L'Assemblea Costituente inizia ufficialmente il suo corso con l'elezione dell'economista Alberto Acosta a proprio presidente.
Il Congresso, come da statuto, viene sciolto: ora é l'Assemblea l'organo più influente del Paese. Il presidente Rafael Correa e il vice presidente Lenin Moreno sono stati riconfermati, dopo aver rimesso il loro mandato, dagli stessi assembleisti.
Al via la Costituente in Ecuador
Dall'Ecuador Tancredi Tarantino di Selvas.org

Alberto Acosta presidente dell'Assemblea Costituente dell'Ecuador, alza il bastone cerimoniale indigeno durante le celebrazioni a Montecristo
30 Novembre 2007
L'Assemblea Costituente sará la partecipazione attiva, critica e attenta di tutti gli ecuadoriani affinché si possa dar vita ad una nuova forma di fare politica. Eccolo finalmente lassù Alberto Acosta. Come previsto alla vigilia, l'intellettuale ed economista piú votato alle elezioni di settembre, osserva dall'alto della poltrona presidenziale i 127 colleghi scelti insieme a lui per condurre l'Ecuador verso una riforma radicale del sistema politico, sociale ed economico del Paese, come auspicato poche ore prima dal presidente Rafael Correa.
Consapevole dell'importante momento storico che vive il Paese, il neo presidente Acosta, eletto grazie ai voti di tutti gli schieramenti, é visibilmente emozionato quando prende la parola ricordando il generale Eloy Alfaro, el viejo luchador ecuadoriano omaggiato con la decisione di installare l'Assemblea a Montecristi, piccolo borgo della provincia di Manabí che ha regalato i natali al generale rivoluzionario. É proprio qui, nella cittá che fino ad ieri era famosa soprattutto per la produzione del cosiddetto cappello di Panama, indossato dal presidente americano Theodore Roosvelt in occasione dell'inaugurazione del canale di Panama, che si é costruita la Ciudad Eloy Alfaro, il centro operativo della Costituente.
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Quella insediatasi ieri é la ventesima Assemblea Costituente nella storia repubblicana del piú piccolo dei Paesi andini. La prima risale al 1830, l'ultima al 1998, quando a capo del Governo sedeva Jamil Mahuad, il presidente del feriado bancario e della dollarizzazione che da un giorno all'altro lasció il 75% della popolazione al di sotto della soglia di povertá. Una costituzione, quella del '98, redatta in una caserma, in una scuola militare, ricorda Alberto Acosta, quasi a voler sottolineare il cambio d'epoca che si vuole intraprendere con la nuova Carta Magna che avrá il compito di rifondare lo Stato e le sue istituzioni, facendo propri i principi del socialismo del XXI secolo ed i pilastri della politica dell'attuale Governo.
In particolare, ci si attende riforme che siano in grado di recuperare il controllo delle principali risorse naturali del Paese e salvaguardarne l'enorme biodiversitá, democratizzare l'accesso al sistema educativo e sanitario, assicurare una redistribuzione delle terre e una redistribuzione delle ricchezze, in un Paese in cui un decimo della popolazione possiede il 42% della ricchezza mentre il 10% piú povero possiede appena lo 0.6%. Infine, per la prima volta, si porrà l'accento sulla popolazione migrante, la cosiddetta quinta regione che si somma alle quattro giá riconosciute: l'Amazzonia, le Ande, la Costa e le Galapagos. In un Paese in cui circa il 20% della popolazione é stato costretto ad emigrare, per la prima volta tra i banchi dei nuovi padri costituenti siedono sei rappresentanti degli ecuadoriani emigrati in Europa, Stati Uniti ed America Latina.
Con queste premesse e con l'assenza emblematica di Alvaro Noboa, magnate bananero sconfitto alle ultime presidenziali, e della moglie Anabela Azín, entrambi eletti tra le fila del PRIAN, la Costituente si é messa subito al lavoro nonstante i problemi tecnici di audio che hanno costretto Acosta a sospendere la sessione per circa mezz'ora.
Dopo i passaggi di rito, l'approvazione del regolamento, l'elezione dei cinque membri della commissione direttiva, ecco i primi atti emanati da una Assemblea Costituente in cui 80 seggi su 130 sono andati ad Acuerdo Pais, una alleanza strategica tra il partito di Governo (Alianza País), i principali movimenti sociali, indigeni ed afro e singoli cittadini di riconosciuto spessore che, per la prima volta, si affacciano sulla scena politica del Paese. L'atto piú attesto nonché il piú discusso durante le ultime settimane, arriva in serata: il Congresso, símbolo di un potere legislativo corrotto ed oligarchico al quale il presidente Correa ed il suo partito hanno deciso di non presentare candidati alle ultime elezioni, viene sciolto sulla base dei pieni poteri previsti dallo Statuto votato dall'82% degli ecuadoriani lo scorso 15 aprile. Per i prossimi otto mesi, la funzione legislativa verrá esercitata dalla Assemblea Costituente.

Il Presidente Correa durante la cerimonia a Montecristi
Da Statuto, infatti, l'Assemblea é al di sopra di ogni altro potere dello Stato: le sue decisioni sono gerarchicamente superiori a qualsiasi altra norma giuridica e non possono essere sottoposte a controllo, a parte il controllo da parte del popolo che attraverso un referendum dovrá approvare o meno la nuova Costituzione. Un aspetto, questo, sottolineato dallo stesso Correa quando, alla notizia dell'elezione di Alberto Acosta alla presidenza dell'Assemblea, ha dichiarato: Da oggi la persona piú influente nel Paese non é Rafael Correa, é Alberto Acosta.
Successivamente, i deputati hanno confermato a capo del Governo il presidente Correa ed il suo vice Lenin Moreno, i quali avevano rimesso il proprio mandato nelle mani dell'Assemblea. Sono invece state destituite altre cariche di primo rango tra cui il Procuratore Generale dello Stato.
La promessa piú importante della campagna elettorale di Correa é stata dunque mantenuta: l'Ecuador ha una nuova Assemblea Costituente che avrá sei mesi di tempo, prorogabili per altri due mesi, per realizzare il cambio d'epoca auspicato dal Governo. Il futuro del Paese é nelle nostre mani, ha concluso Alberto Acosta nel suo discorso di insediamento.
Un cambio d'epoca nella storia ecuadoriana che sará raccontato dalla prima tv di Stato del Paese, Ecuador TV. Un'emittente di tutti gli ecuadoriani e non del Governo, secondo quanto promesso da Correa. Un'emittente che dovrá confrontarsi con i grandi gruppi economici che controllano i principali mezzi di comunicazione del Paese.
Per oggi, intanto, é prevista a Montecristi la cerimonia inaugurale che aprirá ufficialmente i lavori costituenti e che concederá, dopo quasi cento anni dalla sua morte, i funerali di stato all'ex presidente della Repubblica, il generale Eloy Afaro. Molte le autoritá presenti. Tra loro il presidente colombiano Alvaro Uribe, i segretari generali della Comunidad Andina de Naciones (CAN) e della Organizzazione degli Stati Americani (OSA), i ministri degli Esteri di Bolivia e Venezuela, nonché gli ambasciatori in Ecuador di Argentina e Cile.
Tancredi Tarantino , ricercatore indipendente, ha curato diversi dossier sull'America Latina e sulle politiche neoliberiste della Banca Mondiale. Laureato in Giurisprudenza a Pisa, con una tesi in Economia Politica sulla Banca Mondiale, ha concluso un Master in giornalismo. Attualmente è impegnato in progetti internazionali.
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