Da: Los Tiempos 22 novembre 2001
Si smilitarizza il tropico, si sospendono le estirpazioni e i blocchi stradali
(Se desmilitariza el trópico, se suspenden las tareas de erradicación
y se desiste del bloqueo de la carretera - Norman Chinchilla)
Tregua del conflitto nel Chapare
Sì al summit per la coca
A cura Giovanna Vitrano
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L'intervento dell'esercito durante i blocchi stradali dei "cocaleros" del Chapare nelle manifestazioni del settembre 2000.
Qui sotto il leader sindacale cocalero e deputato Evo Morales Ayma.
(Foto di Jeremy Bigwood - http://JeremyBigwood.net)

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BOLIVIA - 22/11/2001
Tregua nel tropico Cochabambino.
Con la mediazione della Chiesa Cattolica, martedì prossimo si aprirà a Cochabamba il Summit sulla coca e sullo sviluppo alternativo, cui parteciperanno dirigenti cocaleros, rappresentati dello Stato, e osservatori. Il summit, la cui durata non sarà inferiore a quattro giorni, è il risultato dell'incontro avvenuto ieri a Shinahota, una cittadina ubicata a 180 chilometri ad est di Cochabamba.
Nel corso dell'incontro tra Leopoldo Fernández, ministro del Governo, Oscar Guillarte, ministro della Difesa, e i rappresentanti dei cocaleros, le parti si sono impegnate verbalmente a richiamare le forze di polizia e i militari, oltre che sospendere la distruzione delle piantagioni di coca le prime; a sospendere ogni tentativo di blocco stradale le seconde. Entrambe hanno deciso di lasciare organizzare il summit alla Chiesa Cattolica, che provvederà anche a redigere un'agenda dei temi da trattare.
A questa conclusione si è pervenuti dopo oltre otto ore di incontro durante il quale i rappresentanti del governo hanno ascoltato le richieste della gente, compreso un bimbo che ha parlato, tra le lacrime, di una guerra di soldati contro i cocaleros, riferendosi ovviamente agli scontri occorsi in questi ultimi giorni, scontri che hanno causato la morte di tre persone e il ferimento di almeno altre dieci.
La mediazione affidata alla Chiesa Cattolica
Mentre nel municipio di Shinahota i ministri discutevano con i dirigenti dei cocaleros, oltre 2.000 coltivatori di coca attendevano il risultato di questo incontro preliminare nella piazza antistante.
Nonostante qualche scaramuccia tra Leopoldo Fernández e il dirigente Evo Morales, tutto è andato per il meglio. Sul tavolo di questo prossimo summit, anche se la Chiesa non lo ha reso ancora noto, dovrebbe esserci un calendario di incontri per discutere della possibilità di concedere l'autorizzazione alla coltivazione di un cato (circa 16 metriquadri di terra) di coca per famiglia; risolvere le questioni che rendono impossibile ai contadini l'accesso al mercato dei prodotti agricoli alternativi; verificare le cause del fallimento del piano di sviluppo alternativo; discutere della corruzione dei funzionari addetti al controllo di questo piano; decidere sull'illegalità dei coltivatori della pianta di coca.
Evo Morales ha anche detto di voler includere nell'agenda la possibilità di un indennizzo alle famiglie dei cocaleros morti durante gli scontri con le forze armate e la richiesta di scarcerazione degli arrestati durante gli scontri.
:: CRONOLOGIA ::
Ecco il riassunto dei 18 giorni che hanno portato a questo tavolo di trattative
15 ottobre : mentre continua l'eradicazione forzata delle piantagioni di coca, i cocaleros danno l'ultimatum al governo per rispondere alla loro richiesta di libera coltivazione di almeno un "cato" di terra per famiglia.
18 ottobre: un gruppo di cocaleros decide di iniziare il blocco stradale il 6 novembre. Il governo invia a poco a poco militari e forze di polizia nella zona per realizzare atti di dissuasione (guerra psicologica). Il presidente della Bolivia, Tuto Quiroga, annuncia il pugno di ferro nel Chapare.
6 novembre: forze militari e polizia impediscono in anticipo il blocco, permettendo lo scorrere del trasporto pubblico sulle strade principali del Paese. Al parlamentare e dirigente cocalero Evo Morales viene impedito, tramite un cordone militare che chiude l'unica via d'accesso, di uscire dal paese di Eterazama. Morales rimane, perciò, in paese, fino alla fine degli scontri.
9 novembre: L'uccisione nella zona del Gran Chaco di cinque campesinos Sin Tierra da parte di forze paramilitari, rinsalda le file e le lotte dei cocaleros del Chapare.
13 novembre: il presidente Jorge "Tuto" Quiroga incontra i vescovi riuniti nella "Casa Maurer". La Chiesa Cattolica chiede di dare priorità alla soluzione dei problemi del Chapare.
14 novembre: La Chiesa insiste per l'apertura di un dialogo per il Chapare : le forze armate ammettono l'esistenza di "sicari" tra i membri delle Fuerzas de Tarea Expedicionaria nel Chapare.
15 novembre: negli scontri tra cocaleros e militari vengono uccisi a colpi di arma da fuoco tre contadini di Senda 6. Il bilancio si aggrava di almeno altri otto cocaleros feriti. I conflitti si infiammano.
21 novembre: nuovi scontri a Shinahota con due feriti gravi tra i cocaleros. Si cerca l'accordo per un incontro nel Chapare. La Chiesa, la Defensorìa del Popolo e dei Diritti Umani non partecipano.
21 novembre: l'incontro nel Chapare tra governo e cocaleros pone fino al conflitto, almeno per ora.
Accordo sulla parola
Non esite un accordo scritto tra le parti come prodotto dell'incontro sostenuto ieri tra il governo e la dirigenza dei cocaleros, anche se entrambi le parti assicurano di mantenere fede alla parola.
Il primo accordo cui sono giunti riguarda la realizzazione di un Summit sulla coca e sullo sviluppo alternativo che il governo chiama solamente come incontro. Questo summit, cui parteciperanno tutte le parti in causa, includendo osservatori, sarà organizzato dalla Chiesa Cattolica, e cercherà di svolgersi in non meno di quattro giorni nella città di Cochabamba.
Il secondo accordo riguarda la sospenzione temporanea dell'eradicazione della coca.
Il governo si impegna a smilitarizzare la zona del Chapare, che durante le ultime settimane è stata sottoposta alla vigilanza di 4.000 effettivi tra forze di polizia e militari.
I cocaleros di impegnano a non portare avanti i loro manifestazioni e a non effettuare blocchi stradali.
(Traduzione di G.V. da Los Tiempos)
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