:: NATs ::
La risposta dei movimenti sociali dell’America Latina alla Giornata Mondiale Contro lo Sfruttamento del Lavoro Minorile del 12 giugno
I bambini lavoratori chiedono “Dignità!”
Cristiano Morsolin - Selvas.org

La delegazione di CORENATs descrive le proprie proposte durante l'incontro governativo venezuelano.
Allegato ASSEGNA STAMPA:
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12 giugno 2008
In occasione della giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile che si è celebrata il 12 giugno, si sono mobilitati i movimenti sociali NATs (Niños, Niñas y Adolescentes Trabajadores nell’acronimo spagnolo) dei bambini e adolescenti lavoratori dell’America Latina.
A Caracas i delegati del coordinamento venezuelano CORENATs hanno partecipato, insieme agli organismi governativi della Repubblica Bolivariana del Venezuela, al rilancio del programma nazionale PRONATs che per cinque anni ha sviluppato azioni nell’ottica della promozione ed elaborazione di una politica di protezione non abolizionista del lavoro minorile nel Ministero del lavoro, e che il 10 ottobre scorso il Comitato per l’infanzia della Nazioni Unite di Ginevra ha considerato best practice. Angel Gonzalez, educatore CORENATs ha dichiarato che “era presente la Vice-Ministra della partecipazione Mari Carmen Moreno che ha sottolineato l’importanza di contare sulla partecipazione degli stessi bambini lavoratori nell’elaborazione di proposte e nell’incorporare il loro punto di vista nel tavolo tecnico ministeriale”.
La viceministra de “Protección Integral y Desarrollo Social del Ministerio del Poder Popular para la Participación y Protección Social (MPS)”, Mari Carmen Moreno ha sottolineato che “si ridisegnerà questo programma PRONATs per garantire la protezione dei NATs con riferimento alle condizioni insalubri, pericolose, di sfruttamento e di mancanza di educazione”, ha riportato l’agenzia governativa ABN (vedi allegato).
Jesus Parra ha 15 anni e impacchetta la spesa dei clienti del supermercato Las Acacias di Trujillo:”ho dovuto affrontare di petto la vita lavorando da quando avevo 7 anni, sono membro della Coordinación Regional de Niños, Niñas y Adolescentes Trabajadores CORENATs: l’Organizzazione Internazionale del lavoro OIT non conosce la realtà specifica dei bambini lavoratori, dice che non dobbiamo lavorare ma non lo possono fare perchè rappresenta l’entrata economica della loro familia. E’ importante rilanciare il programma governativo PRONATs perchè lotta contro lo sfruttamento lavorativo ma anche per il riconoscimento del diritto a un lavoro in condizioni dignitose” come segnala al quotidiano “El Nacional” (vedi allegato Rassegna Stampa).<>

La Viceminitra alla partecipazione Mari Carmen Moreno durante i lavori.
Il 27 aprile il movimento CONNATs del Paraguay ha incontrato il neo presidente della Repubblica Fernando Lugo per definire le priorità del lavoro della prossima ministra dell’infanzia. Francisco Estigarribia - Coordinación Nacional de Niños, Niñas y Adolescentes Trabajadores (CONNATS) rivendica l’importanza di adottare un’altra data come riferimento internazionale, “il 9 dicembre come abbiamo deciso insieme al Movimento Mondiale dei NATs, come simbolo del riconoscimento delle nostre lotte, della dignità come persone e come lavoratori”, indica al quotidiano ABC di Asuncion (vedi allegata rassegna stampa).
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ARTICOLI
DI CRISTIANO MORSOLIN PUBBLICATI
NEL NETWORK MONDIALE “Child Rights
Information Network”
CRIN di Londra
• Diferentes miradas sobre el trabajo infantil
Date: 03/08/2007
Author: Cristiano Morsolin
L'articolo evidenzia i cambiamenti in atto in Brasile e presenta una relazione particolarmente interessante di Alejandro Cussianovich, co-fondatore dei Movimenti NATs nel mondo.
• Protagonismo de la infancia y el trabajo infantil
Data: 24/07/2007
L'articolo raccoglie gli interventi dei Movimenti NAT in Perù, Bolivia, Ecuador, Venezuela, Guatemala, Paraguay e i commenti della recente visita a Lima della delegata ONU di Ginevra Maria Ortiz in occasione di varie iniziative per l'applicazione delle raccomandazioni ONU per i diritti dell'infanzia in Perù.
• Trabajo infantil y neoliberalismo
Data: 22/06/2007
L'articolo raccoglie le varie reazioni dei Movimenti NATs in America Latina alla giornata mondiale contro il lavoro minorile.
• Analisis sobre los Movimientos NATs de adolescentes trabajadores
Data: 20/12/2006
L'articolo analizza le varie iniziative intraprese attorno al 30° anniversario del MANTHOC a Lima e le varie manifestazioni realizzate in America Latina in occasione del 17° Anniversario della Convenzione delle Nazioni Unite dei diritti del Fanciullo.
• Declaración Final del Tercer Encuentro Mundial de los Niños, Niñas y Adolescentes Trabajadores
Data: 05/12/2006
Dichiarazione finale del Terzo incontro Mondiale dei Movimenti NATs riunitisi a Siena (Italia) nell'ottobre 2006 con l'appoggio della rete ITALIANATs.
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I 14.000 bambini e adolescenti lavoratori del Perù organizzati nel MANTHOC (storico movimento con 30 anni di storia che ha seminato protagonismo in tutta l’America Latina ma anche in Africa e Asia) e MNNATSOP a Lima hanno espresso la loro indignazione per “questa data che non rispetta l’autonomia e la cultura originaria dei paesi latinoamericani del mondo rurale, andino e amazzonico e per questo dobbiamo lottare per essere riconosciuti come agenti di sviluppo locale con le nostre cooperative, le nostre scuole, i nostri gruppi di base. Rifiutiamo la celebrazione di questa giornata creata da funzionari e tecnici che credono di sapere cosa sia meglio per noi bambini lavoratori”.
Il Movimento Latinoamericano dei NATs organizzati nel MOLACNATs ha diffuso una nota rivolgendosi ai “governi di Venezuela, Bolivia e Paraguay per la volontà politica di ascoltare e prendere in considerazione le proposte delle organizzazioni Nats per implementare politiche pubbliche in favore dell’infanzia in generale; lanciamo un appello al mondo intero affinchè si considerino queste iniziative per l’inclusione sociale dell’infanzia nella lotta contro la povertà”.
Ho partecipato personalmente alla conferenza stampa per la presentazione della campagna “educazione, la risposta positiva al lavoro minorile” lanciata dall’Organizzazione Internazionale del lavoro a Bruxelles il 10 giugno.
Jose Valente in rappresentanza della Commissione Europea ha evidenziato che per il progetto Tackle “sono stati scelti vari paesi ACP dell’Africa e Caraibi con l’obiettivo di eliminare le peggiori forme di lavoro minorile. Questi paesi figurano tra quelli con un maggior ritardo nello sviluppo umano”.
Luis Michel, Presidente Commissione UE per lo sviluppo e l’aiuto umanitario, ha segnalato che “questi 14.75 milioni di euro offerti dall’Unione Europea servono a rafforzare la campagna “educazione per tutti” rivolgendosi ai minori esclusi dal sistema educativo”.
Michele Jankanish, direttrice generale del Programma internazionale IPEC-OIL ha annunciato che “riceveranno benefici migliaia di bambini che non hanno avuto un’educazione decente per avere una chance per un’infanzia dignitosa e nuove prospettive per il futuro”.
Andrei Le Guevel, coordinatrice dell’ufficio OIL per le relazioni con la Comunità Europea di Bruxelles, rispondendo a una mia domanda sui costi della burocrazia che incide pesantemente nel budget e nell’efficienza dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro ha dichiarato che “in occasione della giornata mondiale contro il lavoro minorile abbiamo privilegiato iniziative sul campo per mobilitare attività dei Ministeri dell’Educazione nei vari paesi del sud del mondo, anche per dare un’immagine più dinamica”.
In questa occasione ho affermato l’importanza “di concentrare l’attenzione sul diritto all’educazione spesso negato da parte di troppi stati latitanti e irresponsabilmente inadempienti rispetto all’ obiettivo fissato dalla campagna delle Nazioni Unite Millennium Development Goals di garantire a tutti i bambini, bambine e adolescenti, l'accesso all'istruzione primaria entro il 2015. Sollecitiamo gli organismi internazionali a riconoscere il curriculum pedagogicamente innovativo delle scuole NATs che da oltre un decennio formano migliaia di bambini e bambine dei settori popolari storicamente esclusi, nell’ottica della cittadinanza attiva e della promozione dei loro diritti per costruire una nuova cultura di protagonismo dell’infanzia e adolescenza”.

La delegazione di CORENATs
Inoltre ho iniziato a collaborare con BICE-Bureau International Catholique de l’Enfant che segue una trentina di organizzazioni di base in tutta l’America Latina, per analizzare il bilancio di 20 anni di applicazione della Convenzione internazionale dei diritti del bambino, oggetto del dibattito in occasione dei 60 anni di storia del BICE che ha realizzato la settimana scorsa a Parigi un seminario internazionale con la partecipazione di personalità come Alejandro Cussianovich, co-fondatore dei movimenti NATs e direttore del Master di cultura dell’infanzia dell’Università San Marcos di Lima e Norberto Liwiski, Presidente di DNI Argentina e gia vice Presidente del Comitato delle Nazioni Unite per l’infanzia di Ginevra.
Nell’ottica del riconoscimento delle proposte NATs si deve citare il lavoro del Centro Nazionale dei Analisi e documentazione sull’infanzia del Ministero della Famiglia che cerca di documentare questo percorso di protagonismo dell’infanzia dal basso.
Cristina Mattiuzzo rileva “un mese ricco di appuntamenti in Italia, quello di aprile, che ha riacceso il dibattito sullo sfruttamento minorile. Accanto a esperti del settore, in diverse occasioni c'è stata l'opportunità di ascoltare l'esperienza diretta di bambini e adolescenti, provenienti da altri continenti e invitati dalle associazioni della rete ITALIANATs che hanno organizzato la loro visita in Europa. Gli eventi si sono susseguiti con una certa intensità in particolare nella settimana del 16 aprile, giornata che dal 2005 è diventata simbolo della lotta alla schiavitù infantile, Ed ora, passate anche le celebrazioni per la festa del lavoro del primo maggio, enti e associazioni si stanno già attivando per organizzare il 12 giugno. Si tratta di eventi e ricorrenze che ritornano ogni anno, a ribadire che le problematiche legate al lavoro minorile, allo sfruttamento, alla schiavitù, non sono ancora state risolte, così come le posizioni sulle strategie migliori per affrontarle non sono unanimi. Ce lo ricordano i bambini ed adolescenti stessi, laddove venga loro concessa la possibilità di prendere parola. In diverse città italiane, ospitati da associazioni, enti istituzionali e università, i delegati della Colombia, hanno raccontato i loro vissuti di infanzia e di lavoro, aprendo prospettive insolite per un pubblico europeo. A Padova, i due adolescenti rappresentanti del Movimento colombiano di bambini e adolescenti lavoratori hanno partecipato, tra gli altri, ad un seminario organizzato dall'Università, tenendo una lezione alternativa alla classe di studenti della facoltà di Scienze politiche. Hanno parlato di come l'adesione all'organizzazione Pequeno Trabajador ha permesso loro di avere accesso ad una istruzione adatta alle loro esigenze e a migliorare le loro condizioni di lavoro, senza rinunciare a dare un contributo economico alle loro famiglie. Nella dimensione associativa, adulti, bambini e adolescenti collaborano insieme per la costruzione di un contesto sociale diverso, all'interno di realtà fatte spesso di emarginazione e povertà, come accade anche nei quartieri periferici di metropoli come Bogotà.
(…)La povertà resta in ogni caso lo scoglio maggiore da superare, per raggiungere entrambi gli obiettivi, ovvero la diminuzione dello sfruttamento economico dei minori e l'aumento della loro frequenza scolastica. I due fenomeni dipendono infatti anche dalla necessità della famiglia di maggiori entrate per sopravvivere, laddove il lavoro degli adulti non è sufficiente, i servizi di base non esistono e la scuola ha una qualità così scarsa da non incoraggiare i bambini a frequentarla. Investire sulla educazione significa dunque destinare maggiori risorse anche alla preparazione degli insegnanti e garantire che la scuola sia accessibile geograficamente e in alcuni casi flessibile alle particolari esigenze di certi gruppi di bambini (tra essi anche i bambini lavoratori), come riportano diverse ricerche condotte da Understanding Childrens Work, “conclude Cristina Mattiuzzo.
Nella web dell’Università di Padova-dipartimento di scienze politiche si domanda “se il lavoro minorile fosse, almeno in determinati contesti, un fatto positivo? Non è una provocazione, ma un dato reale, di cui si parlerà lunedì 14 aprile a Padova (dipartimento di sociologia, aula magna, via Cesarotti, dalle 14.30 alle 17.30) in un incontro a carattere seminariale dedicato alla presentazione della specifica esperienza della Colombia. Dopo il saluto di Renato Stella, vice preside della facoltà padovana di Scienze Politiche, ci saranno proprio due ragazzi a parlare del loro caso: Maria Liliana Salamanca Ortiz, 12 anni, e Jose Mauricio Gamba Ramos, 17, entrambi impegnati in iniziative di economia solidale; con loro Yamile Torres Rincòn, 26 anni, responsabile dell’area di economia solidale. Coordinerà i lavori Valerio Belotti, docente del dipartimento di sociologia.
In America Latina, Africa e Asia sono operativi già dall’inizio degli anni Settanta i NATs, movimenti dei bambini e adolescenti lavoratori, strumento fondamentale e spesso unico per tutelare e promuovere i diritti dei ragazzi: per i quali il lavoro, oltre a essere una necessità, è anche una presa di coscienza del proprio diritto a non essere sfruttati e a non cadere vittime di soprusi e discriminazioni, se non addirittura finire nelle reti della prostituzione e della droga. Un’impostazione inedita, dunque, che va contro l’abolizionismo sostenuto dalle organizzazioni internazionali: i NATs puntano sulla partecipazione e mobilitazione sociale di tutti i ragazzi dei movimenti, per metterli in grado di interpretare in maniera critica la realtà in cui vivono e di diventare soggetti attivi nella sua trasformazione.
Esiste in particolare in Colombia una Fondazione dei ragazzi lavoratori, operativa dal 1986 in un quartiere di Bogotà dove gli indici di violenza sono particolarmente elevati (maltrattamento familiare, banditismo, commercio di droghe, illegalità diffusa),e dove c’è una bassissima offerta scolastica ed educativa: il che significa collocare i bambini lavoratori di fronte al rischio permanente della vita in strada, della delinquenza e del lavoro clandestino. Nella Fondazione trova spazio una scuola, nata nel 1998, frequentata da ragazzi lavoratori espulsi o non ammessi nei servizi scolastici del quartiere. Un gruppo di genitori ed insegnanti ha elaborato una specifica didattica accompagnata da laboratori con progetti di economia solidale e da gruppi di sostegno per ragazzi e genitori dove confrontarsi e ricreare le basi per uno sviluppo umano e sociale”.
Concludendo riporto le affermazioni della senatrice Giuliana Carlino, capogruppo dell’Italia dei Valori nella Commissione bicamerale per l’Infanzia: “Non è tollerabile che nel terzo millennio la piaga dello sfruttamento del lavoro minorile sia ancora ai livelli denunciati oggi dalla FAO. E' necessario un impegno maggiore da parte dei paesi più sviluppati per affrontare e risolvere il problema della fame nel mondo e di tutti i governi affinchè l’accesso all’istruzione sia gratuito e ci sia un'offerta di formazione professionale che avvii realmente al mondo del lavoro. In Italia il fenomeno è meno esteso, ma le imprese italiane devono effettuare controlli severi sulla filiera di produzione e garantire che per i prodotti provenienti da quei paesi in cui il problema è particolarmente diffuso, non sia stata impiegata manodopera minorile”.
Con il nuovo governo Berlusconi i movimenti NATs dell’America Latina ma anche dell’Africa (MAEJT) e Asia (working children), insieme ai loro alleati Pronats (Germania) e Italianats, devono continuare il lavoro di incidenza e lobbyng politica iniziato nel 2002 (ero segretario nazionale di Italianats). Ricordo che al secondo incontro mondiale dei Movimenti NATs riuniti a Berlino nell’aprile 2004 Marida Bolognesi (gia Vice Presidente dalla Commissione Bicamerale per l’infanzia) ha dichiarato che “ voi NATs state dimostrando col vostro Movimento che si può parlare in tutto il mondo con gli stessi obiettivi per i ragazzi e che soprattutto state insegnando, questo vale anche per i parlamenti, per noi, che non si può decidere sopra i bambini, i ragazzi, ma bisogna decidere con i ragazzi”.
Mentre Mani Tese, coordinatore europeo della Global March organizza un gran seminario a Milano sull’abolizione del lavoro minorile, nel deserto di un pubblico assente (come mi ha riferito Tonio dell’Olio di Libera che ha partecipato al mega evento del 20 novembre scorso), i movimenti NATs dell’America Latina masticano polvere e fango nelle piazze e nelle strade dove lavorano ma anche dove esprimono le loro rivendicazioni, i loro sogni, la loro creatività, la soggettività di una massa critica che sta costruendo un altro mondo possibile a partire da una nuova cultura di protagonismo dell’infanzia e adolescenza!.
I NATs rifiutano la “celebrazione di questa giornata creata da funzionari e tecnici che credono di sapere cosa sia meglio per noi bambini lavoratori”: è tempo che le Organizzazioni Internazionali e L’Europa comprendano e riconoscano il lavoro in condizioni dignitose e le proposte di cittadinanza dei Movimenti NATs!

La Viceministra venezolana insieme a Rut Molina di CORENATs nell'incontro con la stampa internazionale
NOTIZIE E SINTESI DALL’AMERICA LATINA
07/04/2008
PARAGUAY: un progetto di giudici per i bambi lustrascarpe
Ad Asunción, capitale del Paraguay, i piccoli lustrascarpe possono lavorare senza incorrere in pericoli di fronte al Palazzo di giustizia. Un giudice della Corte Suprema si è infatti reso promotore di un progetto informale, sostenuto da una rete volontaria di giudici, per garantire ai lavoratori di strada una protezione nello svolgimento della loro attività. Un approccio pragmatico, che tiene conto dell'alta disoccupazione diffusa nei quartieri poveri della città e del paese, e della inconsistenza delle politiche di repressione dei bambini. L'intervento, che prevede per i ragazzi la possibilità di registrarsi e ricevere una prima colazione e gli attrezzi di lavoro, non incontra il favore della Segreteria nazionale dell'infanzia e dell'adolescenza. Fonte: Peace Reporter
03/04/2008
PARLAMENTO EUROPEO: aumenta la povertà tra i bambini dei Paesi ricchi
E' in preparazione da parte di alcuni europarlamentari, un rapporto sulla povertà infantile da sottoporre al Parlamento europeo, con l'intento di promuovere, all'interno dei singoli Stati membri, una politica di tutela dei diritti dell'infanzia. Al momento non esiste infatti alcuna legge comunitaria che tratti l'argomento in modo esplicito, eccetto per il tentativo fatto con il trattato di Lisbona. Non sono pochi i bambini e adolescenti che soffrono di situazioni di povertà, così come segnalato nell'ultimo rapporto dell'Unicef sulla povertà infantile nei Paesi industrializzati del Nord del mondo. Fonte: IPS
02/04/2008
Perù: movimenti sociali di bambini lavoratori manifestano contro la repressione
Dallo scorso febbraio è partita in Perù una nuova operazione di “pulizia sociale” per togliere dalle strade i bambini che lavorano o mendicano. I movimenti sociali di minori peruviani, riuniti nel Consorzio Nats (bambini e adolescenti lavoratori), appoggiati da altre associazioni di base, denunciano gli interventi promossi dal Ministero della donna e lo sviluppo sociale, sottolineando l'aspetto repressivo degli interventi condotti contro i poveri. Lungi dal risolvere il problema della diffusa povertà, queste azioni avrebbero infatti come risultato quello di renderla invisibile agli occhi degli ospiti internazionali presenti il primo maggio alla Cumbre Iberoamericana programmata a Lima. Una delegazione dei bambini presenti alla manifestazione di fronte alla sede del Ministero ha incontrato la vice ministra, con la quale si auspica l'apertura di un dialogo affinché il governo coinvolga i movimenti di bambini lavoratori nella elaborazione di leggi e politiche sociali per l'infanzia. Fonte: http://www.oecumene.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=196605 http://www.crin.org/resources/infodetail.asp?id=16885
28/03/2008
Perù: OIT e Unicef presentano studio su comunità indigene e lavoro minorile
Sono stati diffusi a Lima, nel corso di un seminario di due giorni, i risultati di una ricerca preliminare focalizzata sul lavoro infantile indigeno in tre Paesi sudamericani, Perù, Bolivia e Ecuador. Esperti nella tematica hanno dibattuto insieme a rappresentanti indigeni, governativi e della Comunità Andina, sindacati e imprenditori, sulla problematica, arrivando a condividere una strategia per contribuire a eliminare il lavoro minorile. La inchiesta vera e propria dovrà essere finalizzata a reperire informazioni qualitative e quantitative sul lavoro svolto da minori indigeni che va abolito, tenendo in considerazione il genere e l'età e mirando a conoscere la visione dei popoli indigeni sul tema. A questo scopo verrà creato anche un gruppo di lavoro che includa i membri delle organizzazioni indigene. Il www.oit.org.pe/ipec documento finale del seminario è in via di elaborazione e conterrà la definizione dei concetti di infanzia e lavoro presso i popoli indigeni, nonché del posto che occupa il lavoro minorile nella loro cultura. Fonte: Organizzazione internazionale del lavoro
26/03/2008
Colombia: risultati positivi al VII incontro latinoamericano dei Movimenti Nats
Si sono riuniti a Bogotà, in Colombia, dal 14 al 21 marzo scorso, i rappresentanti dei bambini lavoratori, membri dei movimenti di Bolivia, Perù, Ecuador, Colombia, Venezuela, Guatemala e Paraguay. In una settimana di intensi incontri, hanno ripercorso le tappe della storia dei loro movimenti, iniziata 30 anni fa in Perù, hanno preso atto della situazione attuale delle loro organizzazioni nei Paesi aderenti alla rete latinoamericana (Molacnats) e lanciato nuove linee di azione. Prima fra tutte, la costituzione di una piattaforma su internet (www.molacnats.org), che darà maggiore visibilità al network. Rilievo è stato dato alla economica solidale come strumento di emancipazione dei bambini dallo sfruttamento, in una cornice di commercio alternativo rispettoso dei loro diritti e che allo stesso tempo può garantire loro una occupazione dignitosa. Perché l'approccio di queste associazioni di bambini va nella direzione di una tutela dei diritti dell'infanzia senza togliere ai minori l'opportunità di dare un contributo economico alle loro famiglie: per questo, contro l'abolizionismo, essi propongono una regolamentazione del lavoro minorile che tenga conto del punto di vista dei bambini stessi. Fonte: http://www.ong.agimondo.it/notiziario-ong/notizie/200803261608-cro-rt11148-art.html
11/03/2008
Germania: bambini di strada in aumento
L'organizzazione tedesca Terre des Hommes ha fondato insieme ad altre 20 associazioni l'“Alleanza per i bambini di strada in Germania”, che sottolinea come il fenomeno sia attuale anche in un Paese europeo. Uno studio condotto dai referenti della rete evidenzia come almeno 9mila giovani si trovino in una situazione più o meno latente di mancanza di una casa dove vivere. L'obiettivo delle organizzazioni è quello di portare ad un livello nazionale la gestione della problematica dei ragazzi di strada, ora affidata ai governi locali, con difficoltà evidenti vista l'alta mobilità geografica che caratterizza questi adolescenti. Gli interventi suggeriti vanno dal lavoro con unità mobili di contatto con i bambini e adolescenti, alla costruzione di relazioni con le famiglie, con le quali un terzo dei “senza tetto” continua a vivere, ma con gravi problemi di relazione che spingono i ragazzi a stare spesso fuori casa. Fonte: Earth Times, http://www.tdh.de/content/presse/pressemeldungen/detail.htm?&view=detail&id=199&year=2008
FONTE GENERALE:
http://www.lavoro.minori.it/newsletter/index.htm
Cristiano Morsolin, Educatore e operatore di reti internazionali. Accompagna i Movimenti NATs in America Latina dal 2001 con varie esperienze sul campo in Ecuador, Perù, Colombia, Brasile. Tra i fondatori di Selvas.org, ha pubblicato per EMI 2007 "OLTRE IL DEBITO America Latina - La conversione in investimenti sociali è risarcimento"
E-mail alla redazione: info@selvas.org
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