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:: DOSSIER ALCA ::

Dicembre 2002, marzo 2003. Rispettivamente, Cile e Colombia siglano un accordo bilaterale di libero commercio con Washington. E’ l’inizio di una nuova era nei negoziati per l’attuazione dell’ALCA, l’Area di Libero Commercio che dovrebbe riguardare l’intero continente, ad eccezione di Cuba. Le recenti elezioni di Presidenti poco inclini ad una sottomissione tout court al Nord America, il rafforzamento delle alleanze commerciali e politiche all’interno del sub-continente latino, i nuovi rapporti tra Argentina e Brasile, nonchè le pressioni esercitate dall’Unione Europea, sono tutti fattori che spingono gli Stati Uniti a trovare nuove strade per aggiudicarsi il mercato sudamericano; se necessario, anche attraverso interventi militari.

Accordi Bilaterali:
ecco la nuova strategia Usa per accaparrarsi il mercato latinoamericano.

Di Tancredi Tarantino



Le foto di questo servizio si riferiscono alle manifestazioni celebrative per il primo maggio 2003. Nell'ordine le manifestazioni sono quelle di Bogotà (2 foto di Rosamonte - http://colombia.indymedia.org)
e di Buenos Aires (2 foto di Rulo - http://argentina.indymedia.org)
:: I LINK SUGGERITI ::
www.comunidadandina.org
Comunidad Andina

www.guia-mercosur.com
Sito di informazione sul Mercosur

www.alca-ftaa.org
Sito ufficiale dell’ALCA

www.viaalterna.com.co
Uno spazio per la riflessione politica e sociale – Colombia

www.ansalatina.com
Agenzia latinoamericana d’informazione ANSA

www.lanic.utexas.edu
Latin American network Information Centre (Lanic)

www.rmalc.org.mx
Rete messicana d’azione contro il libero scambio



18/05/2003

I recenti accordi di libero scambio firmati dagli Stati Uniti con Cile e Colombia, ed il conseguente indebolimento del Mercosur, della Comunidad Andida e degli altri organismi di integrazione economica e commerciale sudamericana, evidenziano un approccio nuovo da parte degli Usa nel perseguire una politica egemonica all’interno di un mercato panamericano libero e subalterno.

L’eccesso di capitale e la sovrapproduzione di beni, che caratterizzano gli Stati Uniti dai tempi del New Deal, impongono oggi una costante ricerca di nuovi mercati. Ne consegue che l’obiettivo primario della politica statunitense rimanga l’ALCA (Area di Libero Commercio della Americhe), concepita come una estensione del NAFTA (Accordo di libero scambio del Nord America), con clausole più aggressive, a tutto il continente tranne Cuba.
Ciò che però sembra essere mutato è il modo in cui gli Stati Uniti intendono raggiungere tale risultato.
Se finora, infatti, si era tentato di far confluire i più importanti sistemi latinoamericani di cooperazione politica, economica e commerciale, all’interno dell’ALCA, oggi la politica statunitense mira a contrattare con i singoli Paesi latinoamericani. In tal modo, gli Stati Uniti mantengono una posizione di forza nelle contrattazioni, e costringono tali Paesi a firmare accordi bilaterali che, se da un lato permettono comunque agli Usa di aggiudicarsi nuove zone di libero commercio all’interno del sub-continente, dall’altro, sfaldano con prepotenza le alleanze regionali e destabilizzano i già precari equilibri.

Accordi Usa-Cile e Usa-Colombia
E’ in quest’ottica dunque che vanno inquadrati gli accordi bilaterali firmati da Washington con Cile e Colombia, rispettivamente nel dicembre 2002 e nel marzo
2003, con cui si impegnano ad aprire il proprio mercato agli interessi nordamericani.
Con il trattato di libero commercio firmato dal presidente Lagos, il Cile si impegna ad abbattere, a partire dal 2004, le tariffe doganali su oltre l’85% dei propri prodotti, ignorando così il suo status di associato nel Mercosur, che ne esce fortemente indebolito e delegittimato.
Il Governo di Bogotà, dal canto suo, già nel settembre del 2002 aveva mostrato l’intenzione di liberalizzare. Durante un’assemblea degli esportatori, a Medellin, il Ministro del Commercio colombiano, Jorge Humberto Botero, di fronte allo stallo delle trattative per l’attuazione dell’ALCA, aveva fatto riferimento ad un “Plan B”, che prevedeva la stipulazione di accordi commerciali con gli Stati Uniti. La realizzazione di questo Piano, avvenuta appunto lo scorso marzo, pone di fatto la Colombia ai margini della Comunidad Andina, un’istituzione di cui fanno parte anche Bolivia, Perù e Venezuela, e il cui obiettivo è quello di creare una unione doganale con una tariffa esterna comune.
Ne scaturisce che la comunità latina ne esce fortemente ridimensionata; e, nello stesso tempo, gli Usa avranno due alleati in più nella politica di liberalizzazione dei mercati, perché sarà loro interesse spingere affinchè anche altri Paesi della regione abbattano le proprie barriere protezionistiche.




Perché gli accordi bilaterali?
Certamente la politica degli accordi bilaterali non è una novità per Washington. Basti ricordare i 562 progetti di collaborazione bilaterale firmati durante il vertice di Johannesburg sullo sviluppo sostenibile, o i più recenti accordi bilaterali siglati per non sottoporsi alla giurisdizione del Tribunale Penale Internazionale.

L’elemento di novità è costituito però dalla rapidità e dall’arroganza con cui gli Usa stanno adoperando questi strumenti nel continente latinoamericano.
Questa fretta, da parte di Washington, nell’ imporre una liberalizzazione del mercato sudamericano può essere ricondotta ad alcuni fattori che sono venuti ad imporsi nel sub-continente.

Il primo fattore è costituito dai nuovi rapporti tra Argentina e Brasile, nonché dalle recenti elezioni di Lula da Silva in Brasile, Lucio Gutierrez in Ecuador, che insieme a Hugo Chavez in Venezuela, hanno creato un fronte comune contro i tentativi di imposizione dell’ALCA, e che sembrano aver dato nuovo vigore agli accordi di cooperazione regionale.
In particolare il Mercosur costituisce il principale timore degli Stati Uniti. Non è un caso infatti che, già due anni fa, in un articolo pubblicato sulla “Stampa”, l’ex segretario di Stato americano Henry Kissinger aveva individuato nel Mercosur il principale ostacolo alla realizzazione di un trattato di libero commercio dall’Alaska alla Terra del Fuoco.
Si tratta infatti di una zona di integrazione socio-economica e di libera circolazione di beni e servizi, di cui fanno parte Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay, nonché Bolivia e Cile con uno status di associato, e che rappresenta circa l’80% del PIL dell’America del Sud.
Negli ultimi tempi, il Brasile sembra essersi posto alla guida di questa alleanza, nel tentativo di negoziare con il blocco del Nord da una posizione di forza più favorevole. Ed appena due giorni fa, Nestor Kirchner, neo presidente argentino, in due incontri separati con i presidenti di Brasile e Cile, Lula da Silva e Ricardo Lagos, ha dichiarato che l’Argentina abbandonerà la sua politica di relazioni “estreme” con gli Stati Uniti, dominante negli anni ’90, per rafforzare il Mercosur e puntare all’integrazione di tutto il Sudamerica.



Un altro fattore, strettamente connesso al precedente, che determina questa intensificazione dei rapporti bilaterali da parte degli Stati Uniti, è rappresentato dall’accordo siglato, nel dicembre 2002, dal Mercosur e dalla Comunidad Andina, per l’istituzione di una zona di libero commercio entro la fine del 2003. L’accordo, inoltre, è aperto anche all’ALADI (Associazione Latino Americana di Integrazione), di cui fanno parte tutti i Paesi del Sud America. L’obiettivo dichiarato è quello di costituire un fronte comune nel negoziato per l’ALCA.

Infine, ad incidere sulla nuova politica commerciale statunitense, è la pressione esercitata negli ultimi anni dall’Unione Europea, anch’essa interessata al mercato sudamericano. L’accordo quadro siglato, nel dicembre del 1995, dall’Unione Europea con il Mercosur, ed il successivo aumento dei commerci tra le due regioni (aumento che è stato del 48% in più rispetto a quello tra America Latina e Usa), nonché l’apertura dell’Unione ai Paesi dell’Est, fanno capire l’importanza strategica che il continente latino riveste per Washington nel gioco delle alleanze per confermarsi o meno come prima potenza economica al mondo.

Secondo l’intellettuale americano James Petras, è in quest’ottica che vanno inquadrati anche i piani militari con cui gli Stati Uniti stanno cercando di forzare i tempi. Gli accordi bilaterali infatti non sono sufficienti per imporsi nel continente. Ecco che allora, mascherati da interventi per combattere il terrorismo e il narcotraffico, vengono attuati il Plan Colombia e l’Iniziativa Regionale Andina, si rafforzano le basi americane in Bolivia e in Ecuador, si cerca di inasprire i rapporti al confine tra Colombia e Venezuela nel tentativo di giustificare futuri interventi militari per il controllo del “triangolo radicale”: Ecuador, Colombia, Venezuela.



E già si pensa al dopo-ALCA
Nonostante, dunque, i tentativi americani di far scemare l’attenzione sull’ALCA, che ha stimolato un importante risveglio sociale e di contrapposizione all’interno della comunità latina, sembra chiaro che gli accordi bilaterali altro non siano che una diversa via attraverso la quale Washington intende imporre un trattato di libero commercio vigente in tutto il continente.
Ne sono ulteriore prova il Plan Puebla Panama (PPP) e l’Iniziativa per l'integrazione delle infrastrutture regionali in Sud America (IIRSA), che rappresentano il dopo-ALCA.

Si trattano infatti di due progetti, che insieme copriranno l’intera zona di applicazione dell’ALCA, e la cui ragion d’essere è quella di creare le infrastrutture di base o migliorare quelle esistenti, nel tentativo di invogliare le grandi multinazionali (ovviamente statunitensi) ad investire nell'area.



:: I DOCUMENTI DI SELVAS.ORG ::

Nell'ambito delle Campagne Continentali Contro l'Area di Libero Commercio delle Americhe è stato presentato il Secondo incontro boliviano contro l'ALCA per i giorni 6 e 7 giugno nella capitale La Paz



Questo é il mnifesto della Campagna Continentale contro l'ALCA utilizzato nella consulta popolare realizzata a marzo di quest'anno in Messico

II Encuentro Boliviano
de Lucha Contra el ALCA
Tratto da http://movimientos.org
:: LINK CAMPAGNA
NO ALCA::

www.movimientos.org/noalca
Pagina della campagna continentale

www.asc-hsa.org
Alianza Social Continental

www.forumsocialmundial.org.br
Pagina del Foro Sociale Mondiale 2003

www.rmalc.org.mx
Red Mexicana de Acción Frente al Libre Comercio

www.jubileubrasil.org.br
Pagina del Jubileo-Brasil

www.movsoc.org
Rete dei movimienti sociali

www.peoplesconsultation.org
Pagina della campagnaa negli USA

www.mesoamericaresiste.org
Mesoamerica Resiste al Plan Puebla Panamá

vsppp.8m.com/
Pagina contra el Plan Puebla Panamá

www.alcaabajo.cu
Pagina della campagna a Cuba

www28.brinkster.com
Comitato Universitario Contro l'ALCA

www.imdec.net/noalca_jalisco
Rete No Alca Jalisco

www.noalalca.org.ar
Pagina della Campagna in Argentina:
Autoconvocatoria Contra el ALCA



El mundo y Bolivia viven días muy difíciles. Bush ha dado un golpe de estado a nivel mundial para profundizar su política guerrerista al servicio de las transnacionales. Después de Irak sigue una lista creciente de países y movimientos sociales que son contrarios a su política. En Bolivia en menos de 9 meses de gobierno del MNR y el MIR han sido asesinados por disparos de bala mas de 50 personas.
Esta profundización de la violencia, la represión y la intervención política y militar es fruto de un sistema y un imperio en crisis que necesita conquistar nuevos mercados y nuevas fuentes de recursos naturales para mantener las superganancias de sus transnacionales. La guerra y las políticas de libre mercado son instrumentos al servicio de un mismo fin: lograr la dominación total al servicio del gran imperio.
El proyecto del Área de Libre Comercio de las Américas (ALCA) y la nueva ronda de negociaciones de la Organización Mundial del Comercio (OMC) buscan el mismo objetivo: profundizar y consolidar el modelo neoliberal instaurado con el 21060 y liquidar con lo poco de soberanía que queda en nuestros países.
Esta ofensiva inhumana enfrenta una de las resistencias mas colosales que haya sufrido cualquier dominación imperialista en la historia de la humanidad. En todo el mundo decenas de millones de personas se movilizan contra la guerra. En el seno mismo del imperio se suceden manifestaciones y protestas. En el mundo se preparan movilizaciones contra la Quinta Reunión de Ministros de la OMC a realizarse en septiembre de este año en México y contra la reunión de Ministros del ALCA que tendrá lugar en Miami en el mes de noviembre. Por todo el mundo recorre el fantasma de Seattle de 1999 que demuestra que es posible parar y frenar los procesos de liberalización del comercio al servicio de las transnacionales. La Campaña Continental de lucha contra el ALCA crece en todos los países.
La historia está por escribirse y el futuro de la humanidad y el planeta entero requiere de nuestra más activa participación y compromiso.

Es frente a esta situación que el Movimiento Boliviano de Lucha contra el ALCA organizado el 19 de mayo del 2.002 en Vinto-Cochabamba, convoca al SEGUNDO ENCUENTRO NACIONAL DE LUCHA CONTRA EL ALCA Y LA GUERRA a realizarse el viernes 6 y sábado 7 de Junio en la ciudad de La Paz.

Objetivos del Segundo Encuentro
• Consolidar el Movimiento Boliviano de Lucha contra el ALCA y la OMC en todo el territorio Nacional. * Informar y concientizar a los más amplios sectores sobre la esencia del ALCA, la OMC y su vinculación con la política guerrerista del imperio y las transnacionales.
• Mostrar que otra integración basada en el respeto a la soberanía, la democracia, la vida, la identidad de los pueblos y la sobrevivencia del planeta es posible.
• Desplegar una gran campaña de exigencia para que el futuro del ALCA y las negociaciones de la OMC sean decididas en un referéndum por el pueblo y no entre cuatro paredes por un gobierno servil que apoya la política guerrerista de Bush.
• Aprobar planes de acción a nivel departamental y nacional para enfrentar las negociaciones en curso del ALCA, la OMC y la prosecución de la violencia en el mundo y Bolivia.

La preparación
El Segundo Encuentro Nacional de Lucha contra el ALCA será la culminación de un proceso de encuentros y eventos departamentales y sectoriales en todo el país donde se analizará de manera concreta como las negociaciones del ALCA y la OMC impactan sobre los recursos naturales, los servicios públicos, la soberanía y los derechos humanos de la población. En estos eventos regionales se irán definiendo los planes de acción departamentales y se recogerán las propuestas para el Plan de acción a nivel nacional.

Agenda
Viernes 6 de Junio
mañana: acto de movilización contra el ALCA, la OMC y la Guerra en la Plaza San Francisco.
tarde: Conferencias de invitados internacionales y expositores nacionales alternadas con proyección de video y música en un coliseo a definir.
Sábado 7 Junio
mañana: talleres sobre distintas problemáticas vinculadas al ALCA y la OMC (Ej. agricultura, servicios, propiedad intelectual, inversiones, gas, agua, etc.)
tarde: asamblea nacional de evaluación de la situación mundial, nacional y las actividades del movimiento. Discusión y aprobación de la declaración y plan de acción nacional.

Per informazioni e adesioni:
alcaomc@funsolon.org
http://www.funsolon.org/



Tancredi Tarantino, ricercatore indipendente, ha curato diversi dossier sull'America Latina e sulle politiche neoliberiste della Banca Mondiale. Laureato in Giurisprudenza a Pisa, con una tesi in Economia Politica sulla Banca Mondiale, ha appena terminato un Master in giornalismo.
E-mail : nunca_mas@katamail.com


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